Il nodo dell’algoritmo che TikTok non vuole vendere a Oracle

Sviluppato da Toutiao, permette al social network di consigliare contenuti agli utenti che li tangano per più tempo sulla piattaforma. E intanto Trump vuole vederci chiaro sull’accordo.

La proposta di Oracle per TikTok non risolve i timori sulla sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump. Il segretario di stato Mike Pompeo riterrebbe infatti che l’accordo, così come è strutturato, consentirebbe alla cinese ByteDance di aver accesso ai dati dei quasi 100 milioni di utenti americani del social network anche a operazione completata.

Così l’amministrazione Trump lavora per cercare di dare agli investitori americani una quota di maggioranza della società che acquisirà l’app: ieri il presidente Donald Trump ha reso noto che studierà la proposta perché “vuole essere sicuro al 100%” che sia garantita la sicurezza statunitense prima di firmarlo. “Non sono pronto a firmare nulla. Devo vedere l’accordo. Abbiamo bisogno di sicurezza soprattutto dopo quello che abbiamo visto riguardo alla Cina”. Intanto il proprietario di ByteDance, Zhang Yiming ha confermato al Global Times che l’operazione ancora deve essere approvata delle autorità competenti sia in Cina che negli Stati Uniti. Per quello che riguarda gli Usa, il possibile accordo è stato esaminato martedì anche dal Comitato per gli investimenti esteri del Tesoro.

L’algoritmo
Dietro la decisione di Bytedance di non vendere insieme alle attività americane di TikTok anche gli algoritmi che lo governano c’è molto probabilmente la volontà di non rivelare i propri segreti a una società americana. Di quali algoritmi in particolare si tratti al momento non è noto, ma è legittimo pensare sui tratti del motore di raccomandazione, il sistema di intelligenza artificiale che consente a un social di suggerire all’utente il prossimo contenuto. Quanto meglio funziona, tanto più gli occhi dell’utente restano incollati allo schermo alla ricerca di nuovi contenuti.

La società che ha sviluppato questo algoritmo di raccomandazione si chiama Toutiao, è stata lanciata da Bytedance nel 2012 e ha una valutazione di mercato di circa 30 miliardi di dollari. Per molti è il vero segreto che spinge la crescita del colosso cinese, alla base non solo di TikTok, ma anche di altri prodotti della casa madre, come un aggregatore di notizie attivo raggiungibile anche in Italia. Forse la proprietà intellettuale più importante di tutta la holding. Ed è assai probabile che sia proprio questa parte di tecnologie e informazioni che Bytedance vuole tenersi stretta. Sarebbe un’arma potentissima da usare contro altri social network. Facebook e Instagram, in primis, e infatti pare sia stato proprio il ceo e fondatore Mark Zuckerberg ad allertare Trump sui pericoli derivanti dalla crescente popolarità di TikTok. Ma pure YouTube, che ha appena lanciato una funzione per condividere video brevi, sul modello di TikTok.

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