La scuola veterinaria di Cambridge è stata ancora una volta minacciata di chiusuraEve Mcewen per l’università
Personaggi di spicco della Veterinary School dell’Università di Cambridge hanno scritto una lettera aperta al primo ministro Sir Keir Starmer, avvertendo che la potenziale chiusura del corso potrebbe mettere a repentaglio la capacità della Gran Bretagna di rispondere a future pandemie.
La lettera identifica la preparazione alla pandemia come uno dei “cinque rischi principali e interconnessi per la scienza e la sicurezza del Regno Unito”, posti dalla raccomandazione di chiudere la scuola.
La settimana scorsa, la Scuola di Scienze Biologiche ha raccomandato all’Università di interrompere l’insegnamento dei corsi di veterinaria. Ha fatto seguito a un rapporto normativo del Royal College of Veterinary Surgeons (RCVS), che identificava difficoltà finanziarie e problemi di sicurezza degli animali che richiedevano miglioramenti.
Tuttavia, sono emerse preoccupazioni sul ruolo fondamentale delle competenze veterinarie nel controllo delle malattie che si diffondono dagli animali all’uomo. Nella loro lettera a Downing Street, undici esponenti senior di Cambridge hanno sostenuto che l’eliminazione della laurea in veterinaria ridurrebbe il numero di ricercatori e studenti attrezzati per affrontare le sfide globali, inclusa la preparazione alla pandemia.
La leadership del dipartimento ha espresso shock per la raccomandazione di chiudere la scuola. La professoressa Alice Bird, responsabile dell’anestesia presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria, ha descritto la “decisione affrettata” come una “mossa rischiosa”.
Il professor Bird ha sottolineato l’urgenza di mantenere la capacità veterinaria. Ha avvertito che un’altra pandemia simile per dimensioni a quella del Covid-19 rimane una vera minaccia, guidata dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’espansione delle interazioni uomo-animale e da una maggiore mobilità globale. La professione veterinaria, ha sottolineato, deve lavorare a fianco dei professionisti medici per individuare e rispondere a queste minacce emergenti.
Gli esperti hanno evidenziato precedenti storici in cui la competenza veterinaria si è rivelata essenziale, citando sia l’epidemia di afta epizootica del 2001 che la pandemia di COVID-19. La chiusura del corso di laurea, sostiene la lettera, ridurrebbe la capacità del Regno Unito di rispondere alle minacce di malattie infettive che colpiscono gli animali e gli esseri umani.
Istituzioni comparabili, tra cui l’Università di Oxford, l’Imperial College di Londra e l’University College di Londra, non offrono diplomi in veterinaria. La perdita del programma di Cambridge, hanno affermato i firmatari, lascerebbe un divario significativo nella ricerca nazionale, influenzando direttamente la capacità del Regno Unito di rispondere alle minacce di malattie infettive.
La lettera al Primo Ministro avvertiva che la chiusura avrebbe innescato ulteriori conseguenze oltre al rischio di pandemia, tra cui la “fuga dei cervelli” di talenti scientifici, investimenti indeboliti, biosicurezza compromessa e peggioramento della carenza di chirurghi veterinari in tutto il Regno Unito.
Anche la British Veterinary Association ha definito la proposta di chiudere la scuola “profondamente preoccupante”.
Un portavoce dell’Università ha riconosciuto il periodo difficile per colleghi e studenti, sottolineando che si stanno creando strutture di sostegno. La raccomandazione dovrebbe ora essere “considerata dal consiglio generale dell’Università e da altri organi decisionali dell’università”, con un’ulteriore discussione prevista a gennaio.
Nel frattempo, il governo ha indicato che le decisioni sui corsi restano di competenza delle singole università. Un portavoce ha affermato che “il Regno Unito prende estremamente sul serio le malattie degli animali e lavora a stretto contatto con i partner industriali, i forum internazionali e altri dipartimenti governativi e autorità locali per monitorare costantemente e reagire alle nuove minacce di malattie”.