Cambridge Semiconductors alimenta la tecnologia solare
I ricercatori del Laboratorio Cavendish e del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biotecnologia dell’Università di Cambridge hanno sfruttato le proprietà di un gruppo di materiali chiamati perovskiti alogenuri per rivoluzionare le celle solari. Questo materiale è straordinario, assorbe una parte maggiore dello spettro solare della luce e fornisce un’alternativa più economica al silicio attualmente utilizzato. Il team ha sviluppato un protocollo per far crescere strati ultrasottili del materiale, consentendo agli atomi di allinearsi perfettamente, che possono essere integrati in un “sandwich” di semiconduttore. Alternando perovskiti 3D e 2D all’interno degli strati del “sandwich”, i ricercatori possono sintonizzare il materiale e trasformarlo in un semiconduttore, controllando il flusso di elettroni e lacune (le controparti caricate positivamente degli elettroni) attraverso gli strati. Si spera che l’utilizzo di questo sviluppo in futuro trasformerà la tecnologia solare, dando vita a dispositivi scalabili e ad alte prestazioni.
“La collaborazione ha portato alla scoperta di una nuova specie di fungo, che può interagire con la pianta per formare una partnership”
Mascelle, zampe e spore antiche
Una recente ondata di analisi sui fossili effettuate da Cambridge e da altre istituzioni in tutto il mondo hanno gettato luce e informazioni sulle vite passate di molte diverse forme di vita, dagli antichi funghi ai primi coccodrilli.
Un fossile vegetale di 407 milioni di anni proveniente dalla Scozia ha suscitato l’interesse dei ricercatori del Museo di storia naturale (Londra), del Sainsbury Laboratory (Cambridge) e del Muséum d’Histoire Naturelle (Parigi). La collaborazione ha portato alla scoperta di una nuova specie di fungo, che può interagire con la pianta per formare una partnership. Questa relazione simbiotica aiuta le piante ad assorbire nutrienti e acqua e a scambiare composti metabolici con l’ambiente, suggerendo che queste relazioni potrebbero essere state vitali nell’evoluzione delle piante verso la vita sulla terra, avvenuta circa 500 milioni di anni fa. Le nuove tecniche utilizzate per trovare il fungo coinvolgevano la microscopia avanzata, che utilizzava la luce emessa da tracce di organismi: prove fossilizzate del comportamento di un organismo, piuttosto che i resti dell’organismo stesso. Queste tecniche apriranno nuove strade per l’analisi dei fossili in futuro.
“La ricerca ha portato a soprannominarli semi-arborei “drop crocs”, che cadevano dagli alberi per sorprendere la preda”
Potresti immaginare i coccodrilli che cadono dagli alberi? Gli scienziati hanno fatto proprio questo, dopo aver scoperto i più antichi gusci d’uovo di coccodrillo conosciuti in Australia dopo decenni di scavi, e hanno dato il nome ai frammenti Wakkaoolithus godthelpi. I fossili sono stati identificati come appartenenti a un gruppo chiamato coccodrilli mekosuchine. La ricerca sul loro comportamento li ha portati a essere soprannominati “coccodrilli semi-arborei”, che cadevano dagli alberi per sorprendere la preda. Si è scoperto che questi coccodrilli avevano anche mascelle e denti come quelli dei dinosauri, e l’analisi al microscopio dei gusci delle uova ha mostrato che nidificavano attorno ai bordi dei laghi. I ricercatori sperano che questi tipi di scoperte sul passato contribuiscano a garantire il futuro delle specie attualmente in pericolo di estinzione.
Recenti scoperte hanno anche dimostrato che i nostri amati cani da compagnia a quattro zampe si sono differenziati dai lupi sin dall’età della pietra, molto prima di quanto si pensasse in precedenza. Il team internazionale si è concentrato sui teschi canini preistorici in un periodo di 50.000 anni, creando modelli 3D dei teschi e analizzando le caratteristiche mutevoli. Il dottor Guaranteen Evin, ricercatore capo dell’Università di Montpellier, spiega: “quando vedi un Chihuahua, è un lupo che convive con gli esseri umani da così tanto tempo che è stato modificato”. Alcuni ricercatori suggeriscono che questa transizione sia iniziata quando alcuni lupi addomesticati iniziarono a vivere più a stretto contatto con le comunità di cacciatori-raccoglitori, cercando cibo, e lentamente furono utilizzati per compiti diversi, tra cui ripulire le carcasse e mettere in guardia dai predatori. Tragicamente, nella maggior parte degli animali domestici moderni questi utili talenti sono scomparsi, lasciandoci con cuccioli le cui abilità primarie consistono nel dormire e nell’abbaiare assolutamente senza nulla.
Sciogliere l’Alzheimer
Un segnale dell’Alzheimer è la presenza di fibre proteiche, costituite da proteine tau, che si formano all’interno dei neuroni del cervello. Nel cervello sano, la tau aiuta a stabilizzare il meccanismo che trasmette i segnali attraverso i neuroni; nell’Alzheimer, le proteine si piegano in modo errato e si aggregano per formare queste fibrille. I ricercatori dell’Università Metropolitana di Tokyo hanno studiato come fermare la formazione delle fibrille, con l’obiettivo di prevenire la progressione dell’Alzheimer nelle fasi successive. Hanno scoperto che i precursori di queste fibrille sono ammassi morbidi che formano fibrille tau in un meccanismo simile alla cristallizzazione e possono essere dissolti per sopprimere la crescita delle fibrille. Il gruppo ha preso di mira i cluster alterando i livelli di cloruro di sodio e utilizzando un anticoagulante. Si spera che questo possa fornire una nuova strategia contro l’Alzheimer e aprire una nuova area di ricerca per lo studio delle malattie neurodegenerative.